L'incontinenza fecale è un involontario passaggio di feci e gas, che può verificarsi senza preavviso o come conseguenza al bisogno di defecare (Incontinenza Fecale da Urgenza).
Le persone con incontinenza fecale tendono a nascondere il problema per forte imbarazzo, vivendo di frequente stati di stress, isolamento sociale e vere e proprie sindromi depressive o ansiose. La comunicazione è spesso tardiva anche col personale medico, con conseguenti ritardi di valutazione del problema.
Di seguito tratteremo:
- Le cause dell'incontinenza rettale;
- La valutazione clinica del disturbo;
- I rimedi e le cure.
LE CAUSE DELL'INCONTINENZA FECALE
Per capire le cause dell'incontinenza rettale è necessario comprendere il meccanismo che regola una normale defecazione:
Il processo di defecazione ha inizio quando la massa fecale attraversa il retto inviando stimoli che il cervello 'trasforma' in consapevolezza di pienezza rettale e, di conseguenza, bisogno di defecare. A permettere una defecazione appropriata, senza perdite di feci e gas, sono principalmente tre strutture:
- Il muscolo pubo-rettale, in grado di 'tirare' il retto verso l'osso pubico mantenendo un angolo inferiore a centodieci gradi; il rilassamento del muscolo pubo-rettale porta a un aumento dell'angolo e all'espulsione di feci;
- Lo sfintere interno, col compito di mantenere la tonicità del canale rettale anche a riposo;
- Lo sfintere esterno, necessario al mantenimento delle feci all'interno del canale rettale fino al momento della defecazione.
Quando una delle strutture implicate nel contenimento fecale viene danneggiata, o quando si verifica un malfunzionamento, si può incorrere nella perdita involontaria di feci.
I principali motivi di malfunzionamento:
Il prolasso rettale
Si presenta con maggior frequenza nella popolazione femminile ed è motivo di quasi il 50% delle perdite fecali. A causa dell'indebolimento della muscolatura di sostegno una porzione più o meno importante dell'intestino retto può scivolare all'esterno, attraverso il canale anale, in modo parziale (solo mucose) o completo (parete intestinale).
Le infezioni del tratto intestinale e le malattie croniche del colon
Le infezioni intestinali sono frequenti, di diversa eziologia e spesso sono contraddistinte dal carattere temporaneo (infezioni virali, dieta inadeguata, stati di forte tensione e stress). La manifestazione più comune di un'infezione intestinale è la diarrea, con formazione di feci abbondanti e liquide. Alcune patologie croniche dell'intestino causano diarrea persistente (es. malattia diverticolare, morbo di Crohn).
Gli interventi chirurgici e le lesioni traumatiche
Gli interventi chirurgici ano-rettali possono causare il danneggiamento di nervi e sfinteri. Tra gli interventi più comuni: rimozione di emorroidi, polipectomia trans-rettale, dilatazione anale terapeutica. Una compromissione nervosa può derivare anche da gravi traumi pelvici o trattamenti terapeutici come la radioterapia.
L'abuso di lassativi
I lassativi, specie quelli di massa e i lassativi osmotici, aumentano considerevolmente la massa fecale e la presenza di acqua all'interno dell'intestino. Un abuso di questi farmaci può provocare forte diarrea.
L'incontinenza fecale post parto
Una leggera incontinenza fecale post parto è più comune di quanto si pensi. Un parto molto rapido, che non permetta alla muscolatura di distendersi gradualmente, neonati con peso superiore ai tre chilogrammi, strumenti utilizzati per velocizzare il parto (come la ventosa o il forcipe, oggi sempre più in disuso) o la pratica dell'episiotomia (incisione che permette di aumentare l'ampiezza del canale del parto, anch'essa sempre meno in uso), possono stirare o lacerare gli sfinteri compromettendone la funzionalità. Fortunatamente il più delle volte le perdite fecali si rivelano temporanee grazie alla muscolatura pelvica che, ritrovando tonicità, compensa i danni da parto.
I problemi neurologici
Diverse patologie neurologiche possono influire sulla corretta defecazione; non sono infatti solo le strutture pelviche a intervenire nel contenimento delle feci, ma anche strutture nervose e cerebrali. A compromettere la normale codifica dei segnali nervosi modificando la sensibilità rettale possono essere: sclerosi multipla, ictus, lesioni cerebrali o spinali, deficit cognitivi.
I SINTOMI DELL'INCONTINENZA FECALE E LA VALUTAZIONE CLINICA
La sintomatologia relativa al disturbo di incontinenza fecale si rifà all'incapacità, più o meno accentuata, di trattenere le feci. A questo, si associano disturbi quali:
- Gonfiore addominale, dovuto a eventuale infiammazione dell'intestino;
- Alvo irregolare, con frequente alternanza di diarrea e stipsi;
- Flatulenza;
- Incapacità di avvertire lo stimolo alla defecazione.
Un'accurata valutazione clinica consente di identificare le cause di tali sintomi, così da mettere a punto un piano terapeutico adeguato che miri a tenerle sotto controllo o rimuoverle.
Il medico di famiglia, o il medico specialista, procederanno alla valutazione clinica per step progressivi fino al raggiungimento di una diagnosi.
L'indagine si svolgerà effettuando:
- Un'attenta anamnesi medica;
- Un esame generale, con palpazione dell'addome per verificare dolore e gonfiore;
- Una valutazione funzionale, per comprendere le abitudini intestinali del paziente, l'aspetto e la frequenza della defecazione, e le condizioni in cui si verificano le perdite;
- Un esame ano-rettale, per individuare eventuali prolassi e venire a conoscenza di traumi o interventi perianali pregressi;
- Una visita ginecologica, che valuti le condizioni del pavimento pelvico;
- Una eventuale valutazione del deficit cognitivo;
- Un'indagine accurata sulle abitudini alimentari, che miri a individuare alimenti correlati al verificarsi di episodi di incontinenza fecale;
- Esami strumentali, come ecografia endoanale e proctografia, solo quando strettamente necessario.
I RIMEDI NATURALI ALLE PERDITE FECALI
Agire sulle cause delle perdite fecali è il primo e più naturale approccio al disturbo e, in una buona percentuale di casi, risulta essere risolutivo. L'intervento più semplice e attuabile senza limitazioni o possibili effetti collaterali è il controllo delle abitudini alimentari.
La dieta per controllare le perdite fecali
Un'alimentazione corretta può migliorare decisamente il disturbo da incontinenza fecale rendendo le feci di consistenza più gestibile, prevenendo le scariche diarroiche e regolando l'alvo intestinale in modo da rendere prevedibile il momento della defecazione.
Affidarsi a un buon nutrizionista, in grado di stilare un piano alimentare personalizzato, è senza dubbio la scelta migliore. In generale è comunque possibile fornire alcuni consigli, quali:
- Consumare fibre in abbondanza, presenti in ottima concentrazione nella frutta e nella verdura, in modo da regolare le evacuazioni e rendere le feci della consistenza ideale per essere trattenute ed espulse senza problemi;
- Evitare gli alimenti che portano a un aumento della motilità intestinale, come verdure a foglia larga, prugne e fichi;
- Evitare cibi piccanti e molto speziati, irritanti per l'intestino;
- Limitare o eliminare latte e derivati, spesso causa di intolleranze alimentari;
- Limitare alcolici e caffeina;
- Consumare meno zuccheri possibile ed evitare i dolcificanti artificiali per prevenire scariche diarroiche.
CURARE L'INCONTINENZA FECALE
La cura dell'incontinenza fecale può essere di tipo:
- Farmacologico;
- Fisico;
- Chirurgico.
I farmaci per le perdite fecali
La terapia farmacologica per perdite rettali deve essere assunta solo su prescrizione medica; assumere farmaci o dedicarsi a rimedi 'fai da te' porta spesso a un peggioramento del disturbo.
I farmaci più utilizzati per la gestione dell'incontinenza fecale, sono:
- Farmaci Antidiarroici: il più comune principio attivo utilizzato è il Loperamide (nome commerciale, Imodium)
- Farmaci Anticolinergici: riducono le secrezioni intestinali e regolano la peristalsi (es. Atropina)
- Codeina: inibitore della motilità intestinale (a causa degli effetti collaterali, si tende a preferire l'utilizzo di altre terapie)
- Carbone Attivo: riduce la percentuale d'acqua nelle feci prevenendo le scariche diarroiche.
- Tamponi Anali: non sono farmaci, ma un sistema meccanico di contenimento che consiste in 'tappi' appositi da inserire nell'ano per evitare le perdite indesiderate.
La terapia fisica
Sulle forme lievi di incontinenza fecale si può intervenire rafforzando la muscolatura pelvica di sostegno, prevenendo o migliorando così il prolasso del retto. Particolarmenti efficaci, per l'irrobustimento della pelvi, gli Esercizi di Kegel. Se vuoi sapere come e quando svolgere questa efficace attività di tonificazione, leggi qui.
La terapia chirurgica
La terapia chirurgica viene presa in considerazione solo in assenza di buone risposte alla terapia medica o fisica. Gli interventi praticati in caso di necessità, sono:
- Chirurgia correttiva del prolasso rettale;
- Sfinteroplastica, utilizzata per riparare lo sfintere anale se danneggiato (es. in caso di traumi);
- Impianto di sfintere anale artificiale, indicato in casi di grave incontinenza fecale, consiste in un anello che può essere gonfiato, per impedire allo sfintere di rilassarsi e perdere feci, o sgonfiato, per defecare al bisogno;
- Graciloplastica, ovvero la riparazione dello sfintere anale tramite asportazione e posizionamento, intorno allo sfintere stesso, di una piccola porzione del 'muscolo gracile' (muscolo adduttore della gamba);
- Colostomia, utilizzata solo in casi di estrema gravità, consiste in un abboccamento esterno (sull'addome) dell'intestino, a cui viene raccordata una sacca per la raccolta delle feci.
GLI ASSORBENTI MONOUSO
In attesa di una valutazione corretta e una terapia efficace, è possibile gestire le perdite fecali con assorbenti monouso, per sentirsi tranquilli nello svolgimento delle proprie attività evitando così un dannoso isolamento sociale.
I Pannolini o Pannoloni per Incontinenza Fecale devono essere avvolgenti, con superficie adeguata al raccoglimento delle feci, e devono possedere barriere laterali alte, per scongiurare il rischio di spiacevoli fuoriuscite laterali.
Indicati e di facile gestione sono i Pannoloni Sagomati, da utilizzare con apposita mutandina:
Il Pannolone Sagomato è anatomico, senza fissaggio sui fianchi, con superficie posteriore ampia e sicura.
Altro ottimo pannolone in caso di perdite rettali è il Pannolone con Adesivi, che avvolge l'intero bacino proteggendo dalle perdite in qualunque posizione:
Meglio prediligere Pannoloni con Adesivi traspiranti, con barriere contenitive alte e morbide e sistema di riposizionamento degli adesivi.





