La mancanza di igiene personale non ha ripercussioni unicamente fisiche, ma anche psicologiche e sociali. La persona affetta da incontinenza, può vivere nel timore di emanare odori sgradevoli e tendere ad emarginarsi o, se non autonoma, può provare umiliazione nel non sentirsi pulita o ancora, se inconsapevole per disturbi cognitivi, può creare disagio nelle persone che la circondano.
Oggi i presidi assorbenti garantiscono un buon controllo degli odori, ma una corretta igiene personale è imprescindibile.
La cura di sè è naturalmente collegata al livello di autonomia della persona.

In soggetti autonomi o semiautonomi, sarà sufficiente il monitoraggio ed eventualmente un adeguato aiuto nelle manovre atte al lavaggio del proprio corpo. L'igiene intima dovrà essere quotidiana e successiva ad ogni evacuazione. Importante la fase di asciugatura, spesso trascurata ma fondamentale per evitare la macerazione cutanea.
Nei soggetti allettati sarà invece compito di chi pratica assistenza sostituirsi alla persona nel mantenimento delle condizioni igieniche necessarie al suo benestare.
Il paziente allettato, presenta rischi maggiori relativi alla mancanza d'igiene, quali:

  • Infezioni urinarie
  • Arrossamenti e micosi conseguenti all'utilizzo continuativo del pannolone
  • Piaghe da decubito


Le fasi di lavaggio dovranno quindi essere particolarmente accurate.

Igiene intima nel paziente allettato:

Di norma, l'igiene intima viene effettuata utilizzando appositi strumenti (padelle) che consentano di raccogliere l'acqua versata; in caso il paziente presenti piaghe da decubito al sacro o lamenti forte dolore alla mobilizzazione, è possibile compiere le medesime manovre posizionando sul letto tele cerate e traverse in cotone.

Il lavaggio deve essere effettuato procedendo sempre dalle zone più pulite a quelle più sporche, seguendo una semplice sequenza di azioni:

  • Inumidire
  • Insaponare
  • Sciacquare
  • Asciugare


L'acqua deve essere tiepida ed il sapone neutro e privo di tensioattivi per evitare di aggredire la cute. Non occorre utilizzare disinfettanti, spesso causa di iper sensibilizzazione della cute con conseguenti allergie o dermatiti.
Nella donna, il lavaggio dovrà procedere dall'orifizio uretrale a quello vaginale, avendo cura di divaricare le grandi labbra per rimuovere lo sporco.
Nell' uomo, si procederà dalla punta del pene allo scroto, spostando e riposizionato il prepuzio dopo ogni lavaggio.
Nei portatori di catetere vescicale, la sacca di raccolta dovrà essere posta in una posizione più bassa rispetto alla vescica durante il lavaggio e la pulizia dovrà essere particolarmente delicata ed accurata nella zona d'inserzione del catetere.
In caso fossero presenti medicazioni, si cercherà di impedire che queste si bagnino (nel caso accada si procederà a medicare nuovamente) e si verificherà che le lesioni siano opportunamente coperte.
In caso di stomie intestinali, sarà necessario verificare la corretta aderenza della sacca alla cute ed il lavaggio dovrà comprendere la zona circostante la sacca utilizzando estrema delicatezza ed evitando assolutamente l'utilizzo di sostanze irritanti.

Al termine del lavaggio, di fondamentale importanza è un'accurata asciugatura, specie nelle zone in cui più facilmente si annida l'umidità (es. inguine, pliche cutanee).
Una volta asciugata con cura la cute della persona, sarà buona norma ispezionarla, per notare eventuali arrossamenti o lesioni. Applicare creme idratanti o pomate grasse idrorepellenti frizionando con delicatezza; in caso fossero presenti arrossamenti, è consigliabile utilizzare creme all'ossido di zinco per favorire la guarigione dei tessuti compromessi.

Al paziente, opportunamente deterso, potrà infine essere posizionato il prodotto d'assorbenza più idoneo.