È superfluo dire quanto l'igiene personale sia importante. Forse però non è così immediato comprendere quanto sia problematico compiere azioni, che normalmente vengono vissute come semplici e naturali, per persone con disabilità, o incapacità temporanea o permanente di provvedere a sé stesse.

Se poi fosse presente un disturbo di incontinenza, la maggior necessità fisica e psicologica di sentirsi puliti e l'esigenza quotidiana di indossare assorbenti a contatto con la pelle, comporterebbero complicazioni ancor maggiori.

Una corretta igiene intima è fondamentale nella gestione dei problemi di incontinenza

Capire l'importanza dell'igiene intima e come ottimizzarne il compimento, può aiutare chi ha difficoltà personali o chi si trova nella condizione di sostituirsi a una persona che ne senta la necessità.

I RISCHI DI UNA CATTIVA IGIENE INTIMA

La mancanza di igiene personale non ha ripercussioni unicamente fisiche, ma anche psicologiche e sociali. Una persona con disturbo di incontinenza può vivere nel timore di emanare odori sgradevoli e tendere a emarginarsi. Se non fosse autonoma, il rischio sarebbe invece quello di vivere le proprie necessità con umiliazione o, se inconsapevole per disturbi cognitivi, potrebbe creare disagio nelle persone che la circondano. Oggi assorbenti pannoloni per adulti garantiscono un buon controllo degli odori, ma una buona igiene personale è imprescindibile.

I rischi strettamente legati a una scorretta igiene intima, specie se indossare quotidianamente prodotti assorbenti è una necessità, sono:

Infezioni urinarie:

in condizioni normali l'uretra (il “tubo” che convoglia l'urina fuori dal corpo) ha una carica batterica assente o bassissima. Se, a causa della scarsa igiene, i batteri risalgono lungo l'uretra, si instaurano processi infiammatori (cistiti) dannosi, che richiedono l'uso di farmaci antibiotici e che, nel tempo, possono peggiorare i problemi di incontinenza urinaria.

Arrossamenti e micosi:

la cute delle zone intime, se non detersa a dovere e idratata, può arrossarsi creando disagio, specie se sottoposta in modo continuativo all'aggressione di urine rese acide dalle terapie farmacologiche.

Piaghe da decubito:


sono una grave conseguenza dell'allettamento e il rischio che si presentino è aumentato da condizioni igieniche scarse. Le piaghe da decubito sono lesioni della pelle e dei tessuti sottocutanei dovute a compressione e, una volta instaurate, richiedono tempi di guarigione molto lunghi.

 

UN'EFFICACE IGIENE INTIMA

Un'igiene intima corretta e adeguata alle necessità personali, legate alla tipologia di pelle, all'uso eventuale di pannolone, alle intolleranze personali, è fondamentale. Per poter dare indicazioni valide su come compierla, è necessaria una distinzione tra persone autonome o semi-autonome, in grado di provvedere, anche parzialmente, alla cura del proprio corpo, e persone allettate.

Persona Autonoma o Semi-Autonoma

Essendo in grado di svolgere semplici compiti, sarà sufficiente monitorare le persone semi-autonome o aiutarle negli spostamenti, verificando che l'igiene sia quotidiana e successiva a ogni evacuazione.

È importante verificare che i detergenti utilizzati siano delicati, con PH neutro e poco tensioattivo (la parte schiumosa), generalmente aggressivo e difficile da rimuovere.

Il sapone utilizzato deve essere sciacquato completamente e l'asciugatura deve essere accurata per evitare la macerazione della pelle, specie all'inguine.

È importante evitare l'utilizzo di saponette, ricettacolo di batteri. Il dispenser è la scelta più indicata e igienica e suggerisce inoltre la quantità di prodotto da utilizzare (un push per lavaggio): un eccesso di detergente può disidratare la cute intima.

 

Persona Allettata

La persona allettata deve essere sostituita nelle operazioni di lavaggio e asciugatura che, vista la condizione di particolare fragilità, devono essere molto accurate.

Il lavaggio semplice:

L'igiene intima a letto viene normalmente effettuata utilizzando appositi strumenti, le padelle, che consentono di raccogliere l'acqua versata per inumidire o risciacquare. Se fossero presenti piaghe da decubito al sacro, o se la persona riferisse dolore nella mobilizzazione o durante il posizionamento della padella, meglio optare per il posizionamento di teli monouso. Il lavaggio deve essere effettuato procedendo sempre dalle zone più pulite a quelle più sporche, seguendo una semplice sequenza di azioni:

  • Inumidire
  • Insaponare
  • Sciacquare
  • Asciugare

Nella donna il lavaggio deve procedere dall'orifizio uretrale (da cui esce l'urina) a quello vaginale, avendo cura di divaricare le grandi labbra per rimuovere lo sporco.

Nell'uomo si procede dalla punta del pene allo scroto, spostando e riposizionando il prepuzio dopo ogni lavaggio.

L'acqua utilizzata deve essere tiepida e il sapone neutro e privo di tensioattivi aggressivi per la cute. Non occorre utilizzare disinfettanti, spesso causa di sensibilizzazione della pelle. L'asciugatura deve essere sempre accurata. Residui umidi tra le pieghe della cute possono dar luogo a macerazione e arrossamenti.

Il lavaggio senz'acqua:

Se la pelle è particolarmente delicata, anche i detergenti saponosi meno aggressivi risultano irritanti. Nascono per risolvere questo tipo di esigenze i sistemi di lavaggio senz'acqua, da eseguire applicando speciali creme sulla pelle in grado di inglobare le molecole di sporco in pochi secondi. Rimuovendo la crema detergente con un panno umido, la pelle risulta pulita. Spesso le creme per il lavaggio senz'acqua contengono sostanze idratanti, per lasciare la cute morbida anche senza aggiunta di ulteriori prodotti.

Il lavaggio con catetere vescicale:

Nei portatori di catetere vescicale, la detersione dovrà essere particolarmente accurata nel punto di inserzione del catetere.

È importante controllare eventuali arrossamenti o perdite purulente.

Nel compiere le manovre di lavaggio, la sacca di raccolta dovrà essere posta in una posizione ribassata rispetto alla vescica (per evitare il reflusso dell'urina).

Il lavaggio con stomia o medicazioni:

In caso fossero presenti medicazioni, sarà necessario cercare di impedire che queste si bagnino durante il lavaggio. Se la medicazione dovesse bagnarsi, sarà importante rimuoverla e sostituirla per evitare la macerazione della cute.

Se fossero presenti invece stomie intestinali si dovrà controllare la corretta aderenza della sacca alla cute e il lavaggio dovrà comprendere la zona circostante la sacca, da trattare con delicatezza estrema ed evitando l'uso di sostanze irritanti.

Il lavaggio rapido:

Qualora la necessità sia quella di una rapida rinfrescata, al cambio del pannolone per esempio, le salviette umidificate per adulti costituirebbero un'ottima soluzione.

Le salviette per adulti sono ampie e imbevute di sostanze detergenti e idratanti, in grado di rimuovere lo sporco superficiale regalando una piacevole sensazione di pulito. Le salviette umidificate non sostituiscono l'igiene intima completa.

DOPO IL LAVAGGIO, LA PROTEZIONE

Una volta asciugata con cura la pelle, è un'ottima abitudine stendere una crema adatta alle esigenze della persona, per prevenire o curare arrossamenti e piccole lesioni.

La crema idratante:

Le normali creme idratanti possono risultare aggressive per la pelle delicata. Meglio optare per creme specifiche, con buone composizioni e non troppo difficili da stendere.

La crema barriera:

L'uso continuativo del pannolone impone spesso l'utilizzo di creme grasse, idrorepellenti, definite “creme barriera”, che proteggano dall'umidità mantenendo la cute asciutta.

L'olio:

Quando la pelle è sottile e delicatissima, stendere una crema grassa può creare difficoltà e causare “strappi” difficili da rimarginare. Meglio, in questi casi, scegliere un olio, da stendere sulla pelle ancora umida, semplicissimo da applicare e dalla rapida asciugatura.

La crema allo zinco:

Se la cute è molto arrossata o leggermente lesionata, è necessario utilizzare una crema che contenga un medicamento specifico. La miglior sostanza, in questi casi, è l'ossido di zinco, tollerabilissimo ed efficace, di facile assorbimento, presente nelle creme per adulti in concentrazioni maggiori rispetto alle più conosciute paste per gli arrossamenti dei neonati.

Zinco spray:

L'ossido di zinco può essere applicato anche su “pelli veline”, sottili e soggette a lesioni. Non potendo massaggiare una normale crema per il rischio di strappare la cute, si dovrà ricorrere alla versione spray, pratica e velocissima da utilizzare.