L'incontinenza urinaria è più diffusa di quanto si creda; la percezione errata della frequenza con cui si manifesta è spesso conseguente a un certo imbarazzo nel parlare di un disturbo che, per dinamiche sociali, si tende a nascondere.

Diverse ricerche demoscopiche sulla popolazione italiana hanno evidenziato come l'incontinenza urinaria interessi il 12% della popolazione compresa tra i 18 e gli 85 anni, con un innalzamento della percentuale nella fascia di popolazione più anziana. Eppure si stima che solo il 30% delle persone che ne sono affette abbia informazioni efficaci in merito e si sottoponga a un iter diagnostico terapeutico efficace.

Conoscere l'incontinenza permette di prevenire, tenere sotto controllo o curare un disturbo che, per quanto non comporti rischi, tende a essere socialmente invalidante e difficilmente accettato.

CHE COS'E' L'INCONTINENZA

La perdita involontaria di urina è definita Incontinenza Urinaria.

Per comprendere meglio come possano verificarsi tali perdite, è necessario conoscere l'anatomia della vescica, organo deputato al contenimento dell'urina.

La vescica è un organo elastico a forma di "sacca" con la funzione di raccogliere l'urina prodotta dai reni, da convogliare poi all'esterno come prodotto di scarto dell'organismo. Il "canale" deputato al passaggio dell'urina da espellere, si chiama uretra e normalmente viene mantenuto chiuso da uno sfintere, una sorta di "valvola" che "si apre" al bisogno.

Quando una delle tre strutture implicate nel contenimento dell'urina (vescica, uretra, sfintere) non funziona come dovrebbe, si verificano perdite che possono andare da poche gocce allo svuotamento completo della vescica senza controllo.

TIPOLOGIE E CAUSE DELL'INCONTINENZA

L'incontinenza urinaria viene classificata in base alla modalità con cui si presentano i sintomi. Le forme più comuni di incontinenza urinaria, sono:

INCONTINENZA DA SFORZO,

la forma più comune, più frequente nelle donne, caratterizzata da perdite di urina dopo uno sforzo anche minimo (un colpo di tosse, uno starnuto), un movimento brusco, o semplicemente accovacciandosi.

Le cause: generalmente l'incontinenza da sforzo dipende dall’indebolimento o dalla lesione dei muscoli della zona pelvica, per invecchiamento, variazioni ormonali (menopausa), parti naturali, o semplicemente per effetto di una predisposizione genetica.

INCONTINENZA DA URGENZA,

in cui si manifestano perdite conseguenti a un bisogno improvviso e non rimandabile di urinare, dovuto a contrazioni involontarie della vescica (vescica iperattiva).

Le cause: le cause dell'incontinenza da urgenza non sempre sono semplici da identificare. Le motivazioni più frequenti sono legate a problemi neurologici o a un cedimento delle strutture (prolasso) che comporta l'invio di "messaggi" errati al cervello.

INCONTINENZA DA RIGURGITO,

in cui la vescica, specie nell'uomo, non si svuota a sufficienza causando il traboccare dell'urina in piccole quantità o in modo continuativo durante l'intero arco della giornata.

Le cause: le cause dell'incontinenza da rigurgito sono solitamente da ricercarsi nell'ostruzione delle strutture deputate all'espulsione dell'urina. Il sesso maschile è più colpito a causa del frequente ingrossamento della prostata, disturbo che colpisce il 50% degli uomini in età compresa tra i 50 e 60 anni, il 70% di quelli tra i 60 e i 70 anni e il 90% degli ottantenni.

SGOCCIOLAMENTO POST MINZIONALE,

colpisce soprattutto la popolazione maschile ed è costituito dalla perdita di alcune gocce dopo aver finito di urinare.

Le cause: come per l'incontinenza da rigurgito, le cause del gocciolamento post minzionale sono generalmente di tipo ostruttivo (ingrossamento della prostata nell'uomo).

INCONTINENZA: COME SI MANIFESTA E COME RICONOSCERLA

L'incontinenza urinaria può manifestarsi con modalità diverse a seconda della tipologia:

  • Hai perdite associate al sollevamento di oggetti, al cambio della postura (per esempio alzandoti dalla posizione seduta o sdraiata), a una corsa, o a sforzi anche minimi, come tossire o starnutire? Se sì, il tuo disturbo è probabilmente conseguente a incontinenza da sforzo.
  • Avverti invece uno stimolo improvviso, non procrastinabile, che non ti permette di raggiungere il bagno? In questo caso, soffri probabilmente di incontinenza da urgenza.
  • Ti capita che entrambe le condizioni sopra descritte accadano, magari in momenti diversi della giornata? Se ti succede, la tua incontinenza è di tipo misto.
  • Perdi urina di continuo, goccia a goccia, o dopo aver urinato? È possibile che il problema sia incontinenza da rigurgito.

Prestare attenzione alla sintomatologia e riferirla con precisione al medico competente è di estrema importanza per una diagnosi corretta e un successivo approccio terapeutico adeguato.

Oltre alla diversa sintomatologia, anche la portata del disturbo può essere differente e, anche in questo caso, un buon monitoraggio permetterà di riferire dati importanti allo specialista a cui si deciderà di rivolgersi.

Le perdite urinarie, indipendentemente dalla tipologia di incontinenza, possono essere:

  • Minime, poche gocce, generalmente gestibili con salvaslip indossati per sicurezza personale;
  • Modeste, perdite gestibili con assorbenti per uomo o donna;
  • Discrete, l'incontinenza comincia a essere significativa, le perdite costanti;
  • Gravi, richiedono l'utilizzo di pannoloni ad alta assorbenza, spesso nell'arco dell'intera giornata.

Un ottimo sistema per tenere traccia del proprio disturbo e approcciarlo nel modo più corretto, è compilare quotidianamente un Diario Minzionale, sul quale annotare con precisione l'orario di ogni minzione, la condizione in cui si è presentato il bisogno (es. sforzo, urgenza) e la quantità di urina prodotta (es. poche gocce, mezzo bicchiere, un bicchiere).

IL PROCESSO DI DIAGNOSI: ESAMI E ANALISI

Per affrontare il proprio disturbo di incontinenza nel modo migliore è necessario rivolgersi, in prima battuta, al proprio medico di base, che raccoglierà le prime informazioni e indirizzerà eventualmente al consulto di medici specializzati quali urologi, ginecologi, fisiatri (per impostare una buona riabilitazione della muscolatura pelvica), geriatri o neurologi, nel caso fosse una patologia del sistema nervoso la causa delle perdite.

Nel caso i sintomi conducano a una diagnosi chiara, non vi sarà bisogno di particolari approfondimenti. Nel caso occorressero però dati più specifici, il medico o lo specialista provvederanno a prescrivere esami specifici, quali:

Test da Sforzo,

osservazione diretta della fuoriuscita di urina durante un colpo di tosse, utile per confermare una forma di incontinenza da sforzo;

Analisi delle Urine e Urinocoltura,

da eseguire se le perdite sono associate a bruciore o dolore durante la minzione per verificare la presenza di ristagno urinario o batteri;

Pad Test,

o Test del Pannolino, da eseguire in ambulatorio (durata un'ora circa) o a domicilio (il monitoraggio può durare anche 24/48 ore). Il Pad Test consiste nell'indossare un pannolino pesato prima di essere indossato, che verrà rimosso e pesato nuovamente in seguito a una serie di attività proposte, come tossire, camminare, sedersi, alzarsi. La differenza tra le due pesate indicherà l'entità delle perdite urinarie;

Esami Urodinamici,

ovvero indagini che esaminano nel dettaglio le condizioni di vescica e uretra. I principali esami urodinamici sono:

  • Uroflussometria, valuta il flusso urinario espresso in millilitri; i dati vengono rilevati tramite flussometro, uno strumento non invasivo, durante la minzione.
  • Cistometria, registrazione grafica della pressione all'interno della vescica, in grado di rilevare eventuali contrazioni eccessive. L'esame viene eseguito tramite piccoli cateteri inseriti direttamente nella vescica, che viene riempita di liquido per testarne la reattività.
  • Rilevazione della Pressione Uretrale, in cui viene testata la tenuta dello sfintere uretrale tramite un catetere vescicale.
  • Determinazione della Pressione al Punto di Perdita (Leak Point Pressure), per valutare la capacità di chiusura e tenuta dell'uretra. Si esegue chiedendo alla persona di espirare tenendo chiusi bocca e naso (manovra di Valsava) in modo da aumentare la pressione addominale fino a dar luogo a una perdita di urina.

Ecografia,

esame non invasivo che permette di verificare l'integrità della vescica;

Cistouretrografia Minzionale,

esame radiologico delle vie urinarie eseguito con mezzo di contrasto, inserito in vescica tramite catetere, che consente di "fotografare" la vescica durante la fase di riempimento e quella di svuotamento;

Cistouretroscopia,

ispezione interna di vescica e uretra tramite cistoscopio, apposito strumento inserito in vescica tramite l'uretra.

COME CURARE L'INCONTINENZA: TERAPIE, RIMEDI E ACCORGIMENTI UTILI

L'incontinenza urinaria può migliorare o addirittura risolversi con la terapia idonea, che deve prevedere, per risultare completa ed efficace, l'associazione di più approcci da determinare col medico a seconda delle esigenze.

Di seguito vengono riportate alcune delle possibilità terapeutiche (da vagliare col proprio medico di base o specialista) e alcuni consigli utili che gettino le basi per ottenere miglioramenti tangibili.

Modificare lo Stile di Vita:

un ottimo punto dal quale partire. Uno stile di vita sano, che preveda il controllo del peso, un consumo di liquidi ottimale, la riduzione dell'assunzione di caffeina e l'abolizione del fumo influiscono sulle perdite urinarie più di quanto si possa pensare. Per informazioni dettagliate sull'alimentazione e le buone abitudini da assumere per il controllo dell'incontinenza, leggi qui.

Rieducazione Vescicale:

utile soprattutto in caso di vescica iperattiva, consiste nello stabilire uno schema orario delle minzioni, in cui l'intervallo tra due minzioni aumenterà gradualmente abituando la vescica a una maggiore tenuta. Una buona rieducazione vescicale deve essere effettuata col supporto di un infermiere professionale.

Assorbenti e Pannoloni Monouso:

assorbenti e pannoloni non costituiscono una cura, ma rappresentano un modo sicuro e dignitoso di gestire le perdite. Oggi, la scelta di prodotti per incontinenza è ampia e permette di affrontare anche le situazioni più gravi in sicurezza. È importante verificare che assorbenti e pannoloni abbiano una tenuta adeguata alle esigenze, buona vestibilità, che garantiscano asciutto di superficie in modo da evitare la macerazione della pelle, e traspirabilità.

Farmaci:

i farmaci prescritti per migliorare o risolvere le perdite di urina, farmaci anticolinergici, intervengono sui recettori vescicali muscarinici, "interruttori" nervosi con la funzione di stimolare la contrazione della vescica quando opportuno. Grazie a questi farmaci le contrazioni si riducono di intensità e frequenza, migliorando notevolmente soprattutto le forme di incontinenza da urgenza. Per le donne in menopausa un valido aiuto può derivare dall'assunzione di estrogeni, ormoni in grado di agire con beneficio sulla buona funzionalità degli organi pelvici. I farmaci devono essere prescritti dal medico di base o dal medico specialista.

Riabilitazione:

gli esercizi di riabilitazione del pavimento pelvico sono essenziali perché i muscoli perineali ritrovino la tonicità necessaria a sostenere la vescica. Gli esercizi devono essere insegnati da una figura professionale capace e adeguata (fisiatra, fisioterapista, ostetrica) ed essere svolti con costanza per apprezzarne i risultati. Ai semplici esercizi di tonificazione può essere associata la terapia con elettrostimolatori, che emettono impulsi elettrici in grado di provocare la contrazione meccanica della muscolatura perineale, o la neuromodulazione che, sempre utilizzando corrente di bassa intensità, stimola i nervi coinvolti nel controllo della vescica. I neuromodulatori possono essere inseriti, tramite intervento chirurgico, sotto pelle, dove funzionano in modo continuativo per diversi anni. Questo tipo di terapia viene effettuato in centri urologici altamente specializzati.

Chirurgia:

esistono diversi tipi di intervento chirurgico, a seconda della tipologia di incontinenza e del sesso della persona affetta dal disturbo. L'efficacia della chirurgia è elevata ma, di contro, i giorni di ricovero, l'anestesia generale, la possibilità di complicanze post operatorie, la rendono una soluzione da considerare dopo aver tentato approcci meno invasivi. L'indicazione all'intervento chirurgico deve provenire sempre dal medico specialista.

Per concludere, è importante sottolineare come qualsiasi percorso diagnostico o terapeutico debba prendere il via, prima possibile, dalla consultazione di un professionista. L'incontinenza urinaria è ancora considerata, specie dalle persone anziane, con un radicato senso del pudore, una condizione da nascondere. Eppure, un'individuazione tempestiva del problema, aumenta enormemente le possibilità di successo delle cure.

La prima importantissima indicazione, quindi, è quella di parlarne. Magari prima in famiglia, col medico di base poi e, se necessario, col medico specialista, per risolvere un disturbo comune nel migliore e più naturale dei modi.