I problemi di piccole perdite urinarie, contrariamente a quanto comunemente si pensi, non coinvolgono solo la popolazione femminile, ma anche quella maschile: si stima infatti che circa il 12% degli uomini italiani presenti perdite di urina lievi o moderate.

C'è però, nella popolazione maschile, una reticenza maggiore a riconoscere questo tipo di disturbo, vissuto erroneamente come una perdita di virilità o come una condizione "da donne", più avvezze fisiologicamente a utilizzare prodotti assorbenti fin dalla giovane età. Questo retaggio culturale sta fortunatamente cambiando, grazie a un'informazione capillare e di qualità, e a un approccio specialistico che coinvolge non solo la parte medicale del problema, ma anche quella emotiva.

Incontinenza Maschile: cause, tipologie, terapia e possibili rimedi

LE CAUSE

Per comprendere meglio quali siano le cause delle perdite urinarie maschili, è utile un accenno alla fisiologia che governa l'apparato urinario:

Come si forma e viene espulsa l'urina

L'urina è un prodotto di scarto del corpo umano, necessaria per eliminare scorie dannose presenti nel sangue. L'urina è prodotta dai reni, organi gemelli situati nella parte posteriore dell'addome, che la convogliano in un organo cavo, la vescica, le cui pareti sono costituite da tessuto muscolare. L'urina viene espulsa dalla vescica tramite l'uretra, il piccolo "tubo" che conduce all'abboccamento esterno. A impedire, come un rubinetto, che l'urina esca dal corpo in modo incontrollato, è lo sfintere uretrale, una piccola struttura muscolare. Quando la vescica è piena, segnali nervosi comunicano allo sfintere uretrale di rimanere chiuso e alla vescica di restare rilassata. Quando è il momento di urinare invece, i segnali nervosi trasmettono alla vescica l'impulso di contrarsi e allo sfintere uretrale di rilassarsi e aprire il passaggio all'urina che, a quel punto, trova spazio per uscire.

Una volta chiaro il processo che consente l'espulsione dell'urina, risulta semplice comprendere le possibili cause di malfunzionamento:

Alterazione del segnale nervoso:

Si verifica per esempio nell'incontinenza da urgenza, che causa la percezione di un errato e impellente bisogno di urinare anche quando la vescica non è piena.

Ostruzioni dell'uretra:

Ne sono un esempio i polipi o i calcoli del meato uretrale che, interferendo col corretto passaggio dell'urina all'esterno, possono provocare perdite e dolore alla minzione.

Indebolimento della vescica:

Una vescica che perde contrattilità non si svuota completamente e può provocare gocciolamenti indesiderati. È il caso, per esempio, delle perdite dovute a incontinenza da rigurgito.

Ingrossamento della prostata:

È forse la causa più comune di incontinenza maschile. Ingrossandosi, la prostata comprime l'uretra impedendo il passaggio dell'urina, la vescica non si svuota completamente e si irrita, perdendo elasticità. Avendo particolare peso nel disturbo di incontinenza, è necessaria qualche informazione specifica sulla prostata, una ghiandola unicamente maschile posta nell'apparato urogenitale:

La prostata

La prostata è una ghiandola situata tra la vescica e il pene, la cui funzione è quella di produrre il seme maschile. La prostata di un giovane uomo è grande quanto una noce ma, a differenza di altre strutture, la dimensione, con il passare degli anni, aumenta. In alcuni uomini questa crescita, normalmente fisiologica, diviene eccessiva provocando un ingrossamento che porta a una sintomatologia varia e strettamente legata al disturbo di incontinenza urinaria (difficoltà a svuotare la vescica o a trattenere l'urina, flusso lento, gocciolamento).

Interventi chirurgici:

Un intervento prostatico può provocare piccole perdite urinarie. La chirurgia alla prostata provoca un danneggiamento dello sfintere uretrale prossimale (una sorta di valvola posta a livello del collo vescicale). Se lo sfintere uretrale distale non compensa il danno, può verificarsi una perdita d'urina più o meno importante.

LE PRINCIPALI TIPOLOGIE

L'incontinenza urinaria maschile può presentarsi in diverse forme. Individuare, in base alla sintomatologia e a esami strumentali, la tipologia di incontinenza che provoca il disturbo, è fondamentale per un corretto approccio terapeutico.

Incontinenza da sforzo:

Si presenta compiendo sforzi non necessariamente impegnativi, come correre, sollevare pesi, starnutire o tossire. È più comune nelle donne ma possono essere colpiti anche gli uomini, soprattutto in seguito a interventi chirurgici alla prostata.

Incontinenza da urgenza:

È la tipologia più diffusa nella popolazione maschile ed è caratterizzata da un impellente bisogno di urinare, talmente improvviso da non permettere il raggiungimento del bagno. La minzione è molto frequente, spesso necessaria anche durante la notte. Spesso la causa è da ricercare nell'ingrossamento della prostata o in un intervento prostatico.

Gocciolamento:

È caratterizzato dalla perdita di alcune gocce dopo la minzione. Questo disturbo si presenta perché la vescica non si svuota completamente (spesso a causa di una prostatite o dell'indebolimento della muscolatura pelvica).

Incontinenza da rigurgito:

Consiste nella perdita di urina a vescica piena. Anche in questo caso la causa più frequente è un'ostruzione delle vie urinarie, spesso costituita dalla prostata ingrossata.

Incontinenza Uomo: la diagnosi

LA DIAGNOSI

Una diagnosi precoce di incontinenza urinaria maschile, può fare la differenza nel recupero del controllo. Per questo, ai primi segnali di disfunzione, è buona norma rivolgersi al medico specialista perché possa effettuare un'adeguata diagnosi e procedere con l'approccio terapeutico migliore.

Lo specialista eseguirà la propria valutazione secondo passaggi che comprenderanno:

Accurata anamnesi:

Il medico porrà inizialmente domande riguardo le abitudini della persona (es. alimentazione, regolarità dell'evacuazione, sport, fumo) e la storia clinica sua e dei familiari (per stabilire eventuali predisposizioni genetiche), per poi passare a un'indagine approfondita relativa ai disturbi di incontinenza (quando si presentano, secondo quali modalità, di quale entità).

Esame fisico:

Lo specialista cercherà segni fisici specifici che possano giustificare le perdite d'urina, quali ernie, prolassi rettali, prostata ingrossata, ostruzione delle vie urinarie.

Analisi di sangue e urine:

Gli esami ematochimici e delle urine potranno rivelare infezioni, calcoli urinari e consentiranno un'importante valutazione dello stato di salute generale.

Cistoscopia:

Qualora il quadro non risultasse chiaro, il medico potrà procedere con l'esplorazione delle vie urinarie e della vescica tramite sonda, che rimanderà immagini in grado di stabilirne con precisione l'integrità.

Esami urodinamici:

Vengono raggruppati sotto questo nome i test diagnostici che permettono di valutare la funzionalità dell'apparato urinario e che lo specialista svolgerà se necessario.

Incontinenza Maschile: la Terapia

LE CURE E I TRATTAMENTI:

L'incontinenza urinaria maschile può essere trattata farmacologicamente, attraverso esercizi di rinforzo della muscolatura pelvica o, quando possibile, con interventi chirurgici mirati a risolvere le cause del disturbo. Una combinazione dei diversi trattamenti è spesso il miglior approccio alla gestione del problema.

Terapia farmacologica:

Lo specialista, una volta stabilita l'entità del disturbo, può decidere per un approccio farmacologico prescrivendo farmaci in grado di rilassare la muscolatura della prostata e della vescica riducendone la contrattilità (es. silodosina, terazosina, alfuzosina).

Il medico potrebbe proporre, dopo attenta valutazione, anche un ciclo di iniezioni periuretrali, un trattamento mini-invasivo che consiste nell'iniettare sostanze sintetiche e biologiche intorno all'uretra.

Terapia fisica:

A sostenere la vescica è il pavimento pelvico, un insieme di muscoli e legamenti compreso tra l'osso del pube e il coccige. Il ruolo di sostegno del pavimento pelvico è intuitivo, così come è semplice capire quanto possa essere dannosa una lassità di questa zona, che può compromettere la funzionalità della vescica causando perdite urinarie. Spesso l'indebolimento del pavimento pelvico è conseguente a interventi chirurgici alla prostata, ma può dipendere anche da lavori pesanti continuativi, sedentarietà e obesità, stipsi, tosse cronica.

Sul tono della muscolatura pelvica si può intervenire rivolgendosi a un buon fisioterapista, che agirà prima facendo prendere coscienza delle fasce muscolari coinvolte, difficili da individuare non essendo visibili e non potendo apprezzarne l'irrobustimento (come è possibile fare, per esempio, con un bicipite, di cui è possibile notare l'aumento di volume).

Una volta focalizzata l'attenzione sulla muscolatura pelvica, il fisioterapista insegnerà gli esercizi quotidiani di tonificazione (esercizi di chinesiterapia pelvi perineale), contrazioni ripetute e di semplice svolgimento.

Un esempio di chinesiterapia pelvi perineale

  • Contrai i muscoli che utilizzeresti per interrompere la minzione per tre secondi.
  • Rilascia per due-tre secondi.
  • Ripeti la contrazione concentrandoti sulla muscolatura (non vedendola, l'esercizio non è immediato: fingi di dover smettere improvvisamente di urinare).
  • Ripeti per dieci volte.
  • Svolgi almeno tre serie riposando tra una serie e la successiva.
  • Progressivamente aumenta i tempi di contrazione.

Terapia chirurgica:

Se con la terapia farmacologica e fisica non si ottengono i risultati sperati, è possibile valutare la possibilità, qualora lo specialista lo proponga, di sottoporsi a un intervento chirurgico. Quelli più comunemente utilizzati per risolvere le perdite urinarie maschili sono:

Posizionamento di protesi regolabili:

Vengono impiantati chirurgicamente, optando per questo tipo di intervento, dispositivi regolabili che agiscano sull'uretra ripristinandone la corretta funzionalità. Questi dispositivi sono conosciuti col nome di "palloncini" (essendo in effetti piccoli palloni espandibili in silicone) e vengono posizionati ai lati dell'uretra tramite controllo ecografico. L'intervento, considerato mini-invasivo, può essere eseguito anche in anestesia locale. I risultati dipendono dal buon posizionamento e da un'adeguata regolazione dei dispositivi.

Lo sfintere artificiale:

Per forme di incontinenza più severa può essere proposto l'impianto di uno sfintere urinario artificiale, posizionato chirurgicamente e attivato a un mese di distanza circa dall'esecuzione dell'intervento. Questo lasso di tempo è necessario per non interferire coi naturali processi di guarigione e per lasciare il tempo all'organismo di adattarsi al nuovo elemento.

Rimedi Naturali per Incontinenza Urinaria nell'Uomo

RIMEDI NATURALI

Prima di tentare approcci più o meno invasivi per risolvere le piccole perdite urinarie (o, prima ancora, per prevenirle), è possibile intervenire agendo sul controllo dei fattori di rischio. Spesso infatti i problemi di incontinenza sono legati a uno stile di vita errato. Correggendo, per esempio, l'alimentazione e imponendosi mezz'ora di esercizio fisico al giorno (è sufficiente una bella camminata) si possono ottenere risultati insperati.

In linea generale, si consiglia:

  • Un'alimentazione bilanciata, ricca di fibre (per evitare problemi di stipsi, fortemente legata alle perdite urinarie), non eccessiva e priva di alimenti potenzialmente irritanti. Per avere indicazioni precise su quali cibi preferire, leggi qui.
  • Una giusta idratazione, che preveda un litro e mezzo circa di acqua al giorno. Idratarsi adeguatamente aiuta a prevenire infiammazioni e infezioni.
  • Attività fisica moderata ma costante, che aiuti a prevenire il sovrappeso e migliori lo stato di salute generale. Meglio evitare attività fisiche pesanti che potrebbero peggiorare alcune forme di incontinenza (es. incontinenza da sforzo).
  • Relax. Sembra una sciocchezza ma è una realtà: lo stress peggiora i problemi di perdite urinarie. Recuperare tranquillità va di pari passo col recupero, almeno parziale, del controllo. Tecniche di rilassamento o meditazione possono aiutare.
  • Esercizi specifici: l'irrobustimento della muscolatura pelvica è senz'altro un ottimo punto di partenza per qualsiasi tipo di incontinenza urinaria.
  • Qualche accorgimento: utilizzare la "tecnica del doppio svuotamento" può dare risultati soddisfacenti. Metterla in pratica è semplice, basta provare a urinare una seconda volta qualche minuto dopo aver svuotato la vescica. Spesso, così facendo, la vescica si svuota completamente evitando gocciolamenti o perdite. Anche imporsi di urinare ogni due o tre ore può aiutare, senza attendere lo stimolo alla minzione.

GLI ASSORBENTI MASCHILI

Convivere con le perdite urinarie, nell'attesa di un approccio terapeutico efficace, è comunque possibile. È necessario utilizzare assorbenti maschili adatti alla propria condizione, che garantiscano sicurezza senza trascurare la discrezione necessaria per continuare a svolgere le attività quotidiane senza disagio.

Oggi, gli assorbenti maschili hanno caratteristiche ottime: forma anatomica, per adattarsi all'anatomia dell'uomo, traspirabilità, per evitare arrossamenti o fastidi, odour control, il sistema di controllo degli odori pensato per la più completa tranquillità in ogni situazione.

È possibile scegliere tra ottimi marchi a seconda del proprio disturbo e dell'entità delle perdite, sicuri di poter trovare la soluzione migliore in tutta serenità.